Models life: i primi passi

Tutti quelli che pensano che la vita da modella consista solo nel fare quattro passi su una passerella e due pose di fronte ad un obiettivo, beh si sbagliano di grosso! Iniziamo a fare luce su questo folle e meraviglioso mondo che è la moda vista dalle sue protagoniste. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con una modella italiana, 22 anni, esperienza internazionale, oggi nella scuderia di una delle principali agenzie milanesi e una carriera alle spalle di ormai 4 anni.

Come prima cosa cerchiamo di capire da dove si comincia, quali caratteristiche bisogna avere… In sintesi, come si diventa una modella?
“Innanzitutto e’ importante chiarire che per fare la modella si devono avere specifici requisiti: proporzioni di lunghezza di busto e gambe, dimensioni delle taglie (fianchi, vita e seno) e diciamolo … un bel visino non guasta (ma non è necessario) anche perché effettivamente una modella alla fine è un manichino in carne e ossa. Ciò che più conta in esso è la fisionomia del corpo, non tanto la bellezza in senso assoluto”.

Bene, ma chi ha queste caratteristiche poi che deve fare per entrare nel mondo della moda?
“Il passo successivo è trovare un’agenzia che ti proponga e si prenda cura di te e della tua immagine. Fino a qui sembra tutto facile… ma è proprio ora che inizia il bello”.  

Raccontaci: come fa allora una modella a iniziare a lavorare dopo essere entrata in un’agenzia? 
“Pensate che i clienti chiamino l’agenzia alla ricerca di lei e solo lei, per darle il lavoro dei suoi sogni? Sarebbe bello se fosse così… ma la risposta purtroppo è NOOOOOO!!! Una modella deve lottare con le unghie e con i denti per cercare di ottenere un lavoro e si dà il caso che certe di loro siano disposte a tutto per riuscirci”.

Spiegaci meglio, raccontaci la tua storia.
“La mia avventura comincia all’età di 18 anni, quando ho iniziato a muovere i miei primi goffi e incerti passi nel mondo della moda. Ero giovane, piena di sogni e aspettative … ma la doccia fredda e’ arrivata in fretta. Anche io da ragazzina pensavo bastasse poco per iniziare; 1.82 metri di ragazza che da sempre mi hanno creato non pochi problemi specie in età adolescenziale. Ero un gigante in un mondo di nani. Senza contare che oltre essere altissima ero anche uno stecchino senza forme e … figuriamoci, il seno non sapevo nemmeno cosa fosse. Un po’ come quando prendi un pezzo di pasta crudo ci fai una pallina e poi lo tiri per allungarlo; ecco questo era ciò che era successo a me: cresciuta tantissimo in altezza ma niente in larghezza nonostante l’enorme quantità di cibo che trangugiassi ascoltando i consigli della nonna che continuava a dirmi “mangia che diventi grande!”. Pensavo che il mondo della moda fosse il posto giusto per me… negli sport ero negata”.

Quindi le proporzioni e le taglie c’erano?
Si certo, proprio per questo trovare un’agenzia fu piuttosto facile: bastò mandare qualche foto e le mie misure tramite e-mail e mi contattarono subito, perciò pensai: cosa sarà mai trovare un lavoro?!” 

 Ecco, appunto… Quindi, come si fa a iniziare a lavorare?
“Facendo i casting. Questa parola è l’incubo di ogni modella, il pensiero fisso, il discorso perenne tra di noi. Il numero di casting della giornata è la prima cosa di cui si parla la mattina (anzi, l’ultima cosa di cui si parla la sera perché l’agenzia ti comunica i casting della giornata successiva la sera prima)”. 

Spiegaci meglio, cosa sono i casting?
“In realtà si usa una parola inglese che forse è più ‘cool’ per dire… Colloquio di lavoro. I casting in effetti sono i nostri colloqui. E ne facciamo diversi ogni giorno e in alcuni casi siamo in centinaia in coda, sotto il sole o sotto la pioggia ad aspettare il nostro turno. Anche se del colloquio non ha proprio niente visto che la prima regola di una modella per il cliente è… che le modelle non parlano!  Alcune mie amiche hanno perso il lavoro perché troppo chiacchierone, ma forse non è il momento di parlare di questo”.

Torniamo a parlare di casting … – continua – 

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